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Pallacanestro

Per le sue caratteristiche, il basket è uno sport ad esercizio intermittente (con pause tra un’azione e un’altra) e, come altri sport di squadra, viene quindi considerato un’attività aerobica e anaerobica alternata. Lo sforzo, oltre alla corsa, è legato a scatti, cambi di velocità e ai cosiddetti “scivolamenti difensivi” (busto piegato e utilizzo delle gambe per fermare l’attaccante); è di media intensità (per i dilettanti, la maggioranza dei praticanti), e di medio dispendio energetico (considerando l’intensità e la durata dello sforzo).

Il giocatore di basket sia esso un professionista o un semplice amatore della domenica, ha necessità individuali d’energia che dipendono dalla sua fisiologia e dalla durata e intensità dell’allenamento.

Per avere energia di lunga durata (un allenamento dura, in media, un’ora e mezzo e una partita 40 minuti effettivi giocati per un totale di sempre un’ora e mezza) servono CARBOIDRATI COMPLESSI (pasta, riso, pane, patate etc.) e GRASSI (olio extra vergine d’oliva, pesce azzurro, frutta oleosa a guscio). Per avere la reattività, bisogna avere dei muscoli ben strutturati ma elastici, quindi servono PROTEINE di alta qualità biologica (carne, pesce, uova, legumi insieme ai cereali e formaggi) che risulteranno utili anche per la ricostruzione strutturale di tutti i tessuti consumati dallo sforzo, soprattutto il tessuto muscolare. Allo scopo di far arrivare ossigeno a destinazione e di far funzionare bene i muscoli, servirà una buona concentrazione di microelementi (ferro, calcio, potassio, magnesio etc.) nonché un buon corredo vitaminico.

Gli orari dei pasti sono fondamentali e devono essere scelti in base anche agli orari dell’allenamento e della gara. La “regola delle tre ore” (introdurre l’ultimo pasto precedente l’impegno fisico 3 ore prima dall’inizio) non sempre risulta funzionale. Infatti è necessario considerare le capacità metabolico-digestive del singolo organismo, non siamo proprio tutti uguali in questo senso: per quanto il genere umano è regolato da processi biologici uguali per tutti (come il processo digestivo), la soggettività di ciascun individuo non deve essere trascurata. L’apparato digerente ha bisogno di molto o poco tempo per digerire determinati alimenti. Certo è che non si deve mai arrivare allo sforzo con la digestione in atto.

Questo comprometterebbe sia la digestione stessa, con la possibilità di andare incontro a fenomeni non piacevoli (congestione), che la performance atletica: la digestione richiama molto sangue agli organi deputati ad attuarla, privando i muscoli dell’ossigeno necessario nella fase aerobica. Praticamente una catastrofe!

In sintesi, la dieta adeguata di chi fa basket sarà molto diversa da quella di un corridore o di un nuotatore. Il recupero è essenziale, così come il mantenimento del peso e della muscolatura.

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